IL LIBRO DEL POETA SUICIDA VIVENTE
versi e modi diversi di morire in versi diversi


QUESTO LIBRO
È DEDICATO
A
GURU DUTT
REGISTA E ATTORE INDIANO
MORTO SUICIDA NEL 1964
A NEMMENO QUARANT'ANNI
E AL SUO FILM
PYAASA
NEL QUALE RACCONTA E INTERPRETA
IN MANIERA DIVERSA DALLA MIA
LA STORIA DI UN
POETA SUICIDA VIVENTE

Ammazzarsi è sempre andato di moda, ma il come e il quando, il perché e il chi, il dove e la forma, danzano in infinite combinazioni che il poeta suicida vivente riduce e fissa in 303 epigrammi, caleidoscopici riflessi sulla morte, e perciò sulla vita. Accanto agli strumenti "classici" ve ne sono tantissimi pescati con vena inesauribile nell'umorismo ipocondriaco: ammazzarsi di brioches, di vuoto, con un vestito di taglia troppo stretta, mordendo un cane, a bagnomaria, di brodo, di versi, di urla, di latte in polvere scaduto, di libertà, di stenti, di sonno, di tasse. E ancora, morire di tagliatelle, discoteche, "ciuvingam"... Sono evidenti l'impegno sociale e la realtà politica, protesta e denuncia, miseria umana e cattiveria troppo umana, la fatica di esistere e di dover sempre viaggiare come un pellegrino incazzato. La filosofia epicurea sostiene lo schifo provocato dalla trasformazione del corpo, la sua decadenza, mentre lo stress alimenta suicidi truculenti, premeditati / volontari / involontari (maldestri), morde i conflitti sociali, la solitudine, gli slanci di generosità soffocati e derisi. Qua e là compaiono aliti letterari, altrove proverbi rivoltati come frittelle in giochi di parole e capriole semantiche. La consapevolezza di una potenza impotente, di una ritualità pubblica beffeggiata ma condivisa, la comicità spremuta dai luoghi comuni, l'autoinsulto goduto e subito espulso, l'ammazzarsi con la Morte, per dispetto, vendicando anche i soprusi subiti nell'infanzia in un transfert catartico.
Si tratta insomma di una vera e propria grammatica del suicidio, di un manuale dell'imperfetto apprendista suicida, in cui il tedio e la logica della follia trascinano uno spettacolo macabro e paonazzo, saltando con improvvisa e fortissima vis comica in una corsa sfrenata di invenzioni. Carambole ritmiche, verbi strizzati, sgrammaticature spinose, versi in affanno, "fiori popolari", contrappunti, parodie dissacranti, combinazioni di numeri, rime interne e legamenti sospesi, filastrocche ammaccate e rotture improvvise dei ritmi, allitterazioni, fuochi e botti, chiaroscuri e stacchi inattesi, metafore e "colmi".
Possono venire in mente Cecco Angiolieri, Villon, Lee Masters, Nietzsche, Gargantua, Benny Hill, Palazzeschi, Campanile, Vian Topor,... Ma è soprattutto una scrittura teatrante, visibile ed ipovisiva insieme: il gesto, la mimica che esalta le punte di sarcasmo e concretizza l'incubo suicidato, codifica la burla surreale o strareale, il ghigno grottesco, l'umore aculeato.

 

1 (1)
Mi ucciderò
allegro nuotando
tra le onde piccole
del mare
là dove
signori distratti e
panciuti volano
coi motoscafi
dall'eliche belle
che trinciano la pelle
là nel mare
tra le onde piccole
io allegro nuotando


2 (201)
Mi ucciderò
se mi tocco
come uno sciocco
quando sullo schermo arriva
l'eterea e casta pornodiva
che tanto piace alle masse
e pardon
alle mie allegre parti basse


3 (20)
Mi ucciderò
correndo a più non posso
dopo il verde e il giallo
appena scatta il rosso


4 (143)
Mi ucciderò
da animalista
idiota e convinto
che per amore
della tigre troppo
alla sua gabbia
vicino si è spinto


5 (261)
Mmm
mmm
mi
uuu-uc-uccciderò
pe-pe-pe-pppperché
sosò
sosò
ssso-sò
ssssono
babà
babà
babà babà
bababalbuziente


6 (31)
Mi ucciderò
con il gas aperto
e facendo un gran botto
mettendo nei guai
i vicini di sopra
e quelli di sotto
7 (269)
Mi ucciderò
e mi rivolgo a te
o mio buon dottore che
quando sarò morto
senza il di lei conforto
dopo rapida autopsia
ti prego sul referto
scrivi per cortesia
io buon dottore ho
aperto il petto e
visto il cuore
all'uomo morto
per troppo amore


8 (287)
Mi ucciderò
nudo e vociante
dentro quattro
spoglie mura
mentre con la mano
copro tremante
quel che resta
di un’ingorda usura
morale
questo è l’andazzo
del cretino che sempre
si fida dello strozzino
e del suo intrallazzo
ed in breve poi perde
auto famiglia ed
anche un palazzo
e con quello che
gli resta in mano
poi si butta
dal terrazzo


9 (4)
Mi ucciderò
dimenticando il barbiere
avrò lunghi i capelli
ecco
me li lavo
e poi li asciugo
tenendo il phon
con le mani bagnate

10 (7)
Mi ucciderò
impiegandomi nello
Stato io giovane che sono
di brioches e cappuccini
la mattina
fino alla pensione
avvelenandomi


11 (5)
Mi ucciderò
bruciandomi
nel rogo
di piccole
lettere
d'amore mai
spedite


12 (162)
Mi ucciderò
Mi ucciderò in francese?
Mi ucciderò in tedesco?
Mi ucciderò in russo?
Mi ucciderò in inglese?
Mi ucciderò in arabo?
Mi ucciderò in giapponese?
ignoranti
quanto vi chiedo
vi serva da lezione
giacché muoio prima
della vostra traduzione


13 (66)
Mi ucciderò
come il pollo
che ha per le mani
il cuoco
a me da me
tirando il collo
a poco a poco


14 (76)
Mi ucciderò
senza fretta
di terra
coprendomi
con una paletta


15 (137)
Mi ucciderò
al bar del discorso sportivo
e ogni istante della vita
che passa lo bagno con
sorsi di vino cattivo


16 (114)
Mi ucciderò
dopo una vita
di stenti ahimè
lunga e disgraziata
ad ingoiar monete
di una questua e
masticarle
non posso
ma vorrei con pane
e cioccolata


17 (239)
Mi ucciderò
fischiando il blues
con il viso dipinto
di scuro in una
città del nord
dove via i negri
è scritto sul muro


18 (90)
Mi ucciderò
togliendo la pelle
abbronzata con
la numero cinque
di carta vetrata

19 (28)
Mi ucciderò
e siccome
ho gran fretta
mi taglierò le
vene con l'accetta


20 (217)
Mi ucciderò
ed è l’unica maniera
elegante e graziosa
per sentirsi della vera
maggioranza silenziosa


21 (298)
Mi ucciderò
e se per questo presagio
provate un certo disagio
non mi sento davvero malvagio
e a nulla vale un vostro suffragio
ché il suicidio è come un contagio
dove all'improvviso o più adagio
ci si sente a proprio agio
e qua mi fermo senno vi plagio


22 (259)
Mi ucciderò
con un buco nella vena
ma voi di me amici
parenti e spettatori
non abbiate pena
che io non fò ricchi
unti e bastardi spacciatori
ma vò nell’orto e
colgo succo di pomodori
e poi da morto
invece del bianco
che l’ero mi riserva
rosso come i pomi
la pelle si conserva


23 (47)
Mi ucciderò
di domenica
da vero sportivo
allo stadio comunale
gridando cose
che per vergogna
qui non scrivo
al tifoso più grosso
della squadra rivale


24 (179)
Mi ucciderò
felice e contento
quando tira
un poco di vento
con Bacco Tabacco
e Venere che
riducono l'uomo
in cenere e se tira
un po' di vento
sopra di voi
e in ogni dove
mi spargo contento


25 (67)
Mi ucciderò
morendo in un bagno di
sudore
perché avrò stroncato il
cuore
a valzer tanghi polke e
mazurche
e poi carezze baci e cose
turche
stretto stretto ad una
ballerina
finché non viene la
mattina


26 (70)
Mi ucciderò
perchè son triste
e fo testamento
le orecchie lascio ai ciechi
lascio gli occhi ai sordi
e a quelli che
non ridono mai
e non sono mai
contenti lascio
piedi culo gambe
barba labbra e denti


27 (192)
Mi ucciderò
per essere cremato
nocciolato gianduiato
baciato cioccolato
caramellato maronglassato
torronato stracciatellato
pistacchiato inglesinzuppato
pannacottato budinato
tartufato mangiato
e poi cacato



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