CHE GUEVARA E DON CHISCIOTTE
ovvero Don Ernesto della Mancia che morì sopra una panca
 


in collaborazione con l'editore Roberto Massari

1. Prologo di Che Guevara e Don Chisciotte - 2. Il soldato boliviano -
3. Il padre - 4. Alberto Granado - 5. Don Chisciotte - 6. L'agente della CIA - 7. L'attore - 8. Sancio Pancia - 9. Intermezzo teatrale zapatista -
10. Dulcinea del Toboso - 11. L'agente del KGB - 12. I fiori di Sant'Ernesto - 13. Il postino errante - 14. Il presidente americano -
15. Il generale di Bolivia - 16. Paradiso degli eroi

Rassegna
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Leggendario
dello spettacolo
 

Del Don Chisciotte de la Mancia il Che ebbe quasi una venerazione, costante per tutta la sua vita. A ciò lo spingevano la cultura nazionale argentina e quella della vecchia metropoli iberica, ma anche la sua etica personale - per l'appunto "donchisciottesca" - di rivoluzionario, umanista e visionario. Sono molte le prove dell'avvenuta autoidentificazione con l'immagine romantico-cavalleresca, quale si è affermata col tempo, di quel grande paladino della libera divagazione fantastica. Per esempio, il brano di una lettera alla madre, nell'autunno del 1956:
"Ho deciso... di battermi contro l'ordine delle cose, scudo al braccio, tutto fantasia, e poi, se i mulini non mi avranno rotto la testa, scrivere". Oppure dieci anni dopo, nella lettera ai genitori: "Cari vecchi, una volta ancora sento i miei talloni contro il costato di Ronzinante: mi rimetto in cammino col mio scudo al braccio". Sulla Sierra Maestra, il Che leggerà degli estratti del Don Chisciotte come testo formativo per le nuove reclute della guerriglia, a conferma del suo passaggio da un apprezzamento alle origini essenzialmente fantastico-letterario dell'opera più celebre di Cervantes a un interesse politico-educativo. Fu quella, del resto, la prima opera di cui i dirigenti cubani fecero pubblicare un'edizione massiccia dall'Istituto nazionale del libro, all'indomani della presa del potere, nel 1959.
da Roberto Massari: Che Guevara: pensiero e politica dell'utopia, Roberto Massari Editore.

La libertà, Sancio, è uno dei doni più preziosi che i cieli dettero agli uomini, e non possono eguagliarla né i tesori che la terra racchiude, né quelli che il mare ricopre. Quindi per la libertà come per l'onore si può e si deve rischiar la vita. Mentre invece la schiavitù è il peggior male che possa capitare agli uomini.
dal Don Chisciotte di CERVANTES



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