|
Dieci leggende un prologo e un epilogo per unidea di un epos cristiano |
|||||
|
|||||
|
Lucio Vinciarelli è nato a Gubbio,
dove ogni anno il 15 maggio ha luogo la famosa Festa dei Ceri,
ricorrenza nella quale i Ceri, tre grosse macchine di legno...
in onore di SantUbaldo, San Giorgio e SantAntonio,
vengono portati a spalla dai ceraioli. Ogni eugubino d.o.c. è particolarmente devoto ad uno dei tre Santi, tanto che a Gubbio è uso comune dire "Io sono di SantUbaldo" oppure "Io sono di San Giorgio"... "Io sono di SantAntonio"; e lessere di lo accompagna per tutta la vita e dopo la morte lo si ricorda perché era di e prima di nascere sono frequenti i dialoghi scherzosi tra genitori e parenti su quale camicia da ceraiolo vestirà il nascituro: gialla per SantUbaldo, azzurra per San Giorgio o nera per SantAntonio. Lucio Vinciarelli, attore ed autore, è stato, è e sarà di San Giorgio, e per tanti anni è stato come migliaia di eugubini nel corso dei secoli anche ceraiolo del cero di San Giorgio; per tanti anni durante la festa ha portato il cero e gridato e cantato "Viva San Giorgio". San Giorgio Cavaliere, di cui è autore ed interprete, nasce da queste radici profonde ed antiche e dal desiderio personale di conoscere meglio la vita del suo Santo. Dopo una lunga ricerca agiografica in numerose biblioteche italiane e dopo un appassionato studio dellepica cavalleresca, Lucio Vinciarelli ha iniziato a scrivere il suo San Giorgio Cavaliere dove un attore solo, interpreta non il Santo ma dieci personaggi che lo conobbero, alcuni amandolo altri odiandolo, e Lo raccontano al pubblico di devoti del culto del Medesimo. Lo spettacolo è volutamente povero nella scenografia e nei costumi. Lattore indossa una saio bianco per i personaggi buoni e uno nero per quelli cattivi, utilizza pochi oggetti tra cui un grande catino di rame colmo dacqua, dove lacqua ogni volta modifica le sue proprietà per esempio: acqua benedetta, acqua del mare da cui si erge il drago, acqua limpida da bere, il veleno mortale, ecc. Nello spettacolo si alternano momenti allegri, drammatici, sacri oppure grotteschi. I personaggi raccontano recitando un testo o con unazione gestuale... sempre oscillando tra i canoni del teatro sacro, popolare o colto che sia. Spesso si ride, a volte dei toni grotteschi dei cattivi a volte per la spensierata allegria dei buoni ed è comunque uno spettacolo profondamente rispettoso della figura del Santo, dove però il rispetto del sacro non significa noia per lo spettatore e dove la professione di fede dellattore è testimoniata con gioia. |
|||||
|
HOME |
|||||