HOMBRE UMBRE
il teatro di e con Lucio Vinciarelli

Hombre Umbre il teatro di e con Lucio Vinciarelli è una solitudine teatrale ideata a Torino nel 1988 e con sede a Gubbio dal 1993. L'attività teatrale di Lucio Vinciarelli oscilla tra ricerca e tradizione ed ha queste direttrici fondamentali: teatro comico, sacre rappresentazioni e teatro d'impegno.

Vinciarelli scrive i testi che poi interpreta partendo da sé. Il Mago Mac Cheroni, che nasce dal ricordo di quando bambino rideva alle apparizioni televisive del mitico Mac Ronay, il San Giorgio Cavaliere che trae lo spunto dall'essere di San Giorgio nella famosa Festa dei Ceri, Che Guevara e Don Chisciotte, le cui motivazioni partono dalla militanza di Lucio Vinciarelli nel circolo Che Guevara, della Federazione Giovanile Comunista Italiana di Gubbio, negli anni che vanno dal 74 al 79.

Con San Giorgio Cavaliere racconta la vita del santo. "Dopo una lunga ricerca agiografica in numerose biblioteche italiane e dopo un appassionato studio dell’epica cavalleresca, Lucio Vinciarelli ha iniziato a scrivere il suo San Giorgio dove un attore solo, interpreta non il Santo ma dieci personaggi che lo conobbero. Lo spettacolo è volutamente povero nella scenografia e nei costumi. L’attore indossa una saio bianco per i personaggi buoni e uno nero per quelli cattivi, utilizza pochi oggetti tra cui un grande catino di rame colmo d’acqua, dove l’acqua ogni volta modifica le sue proprietà per esempio: acqua benedetta, acqua del mare da cui si erge il drago, acqua limpida da bere, il veleno mortale…" (Corriere dell’Umbria).

In Che Guevara e Don Chisciotte "prendendo spunto da una pagina di un libro di Roberto Massari - Che Guevara pensiero e politica dell'utopia - dove si parla della passione letteraria del Che per Don Chisciotte e della sua quasi identificazione, Lucio Vinciarelli rilegge la figura del Che come un cavaliere errante del XX secolo contro le ingiustizie del mondo. Ed ecco che interpreta alcuni personaggi che sospesi tra vero, verosimile e fantastico, parlano di lui e con lui come per l'appunto Don Chisciotte, Sancio Pancia, Dulcinea del Toboso, il presidente americano con le sembianze di un mulino a vento, l'amico Granado assieme a lui come motociclisti erranti, gli agenti della Cia e del Kgb come maghi incantatori… Un ruolo fondamentale lo ricopre la musica-colonna sonora della rappresentazione che racconta, commenta oppure stride; ma Che Guevara e Don Chisciotte non è danza o teatro danza, anche se é presente continuamente l'attore danzante uno e doppio dell'attore recitante, il quale rinnova, sfiorandole, l'oralità del contastorie e l'espressività del teatro popolare medievale e di quello politico degli anni 70" (da Quaderni della Fondazione Che Guevara, n. 2, Massari Editore).

In The Famous Mago Mac Cheroni, "Lucio Vinciarelli interpreta, un vecchio mago che ancora spera, tra gesti lenti e vani trucchi, di riuscire a far sparire qualcosa. La musica a brani accompagna l'attore in azioni inconsistenti capaci però di accendere calde risate tra il pubblico: la comicità nasce da questi desideri stanchi, dal gesto replicato della sparizione o da tutto questo e altro insieme, in un gradevole ritmo scenico, con la presenza di un interprete di forte concentrazione e misurata spettacolarità" (Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma).



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